Il caso Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Il più rilevante errore giudiziario del ventunesimo secolo

Amanda Knox case tabloid media coverage
Come nel caso Chamberlain, i media non hanno mostrato alcun interesse per le prove ed i fatti del caso, o per l’assassino Rudy Guede.

Quando gli storici si soffermano a considerare gli errori giudiziari del passato, alcuni casi spiccano fra tutti. Essi risaltano per tutta una serie di motivi, a cominciare dal più ovvio: degli imputati innocenti sono stati perseguiti in seguito ad una serie di stupefacenti errori di valutazione.

A questi errori si sovrappongono, integrandoli, i media ignoranti od ostili e un certo perverso piacere nelle disgrazie altrui mostrato dal grosso pubblico. Tali casi acquisiscono una vita autonoma rispetto a quanto si svolge nelle aule dei tribunali e vengono discussi nelle case, sui posti di lavoro e nei bar. Essi diventano simbolici, ma anche incarnazione del pregiudizio. Certamente essi ispirano gli attivisti, ma fanno anche sì che la pubblica accusa e tutto il sistema giudiziario si trincerino a difesa dell’indifendibile.

Nel 1894 un ufficiale dell’esercito francese, Alfred Dreyfus, venne condannato per spionaggio. Ci vollero undici anni per giungere ad una conclusione positiva del caso, e nel frattempo il governo e l’apparato dello stato erano stati profondamente scossi. Dreyfus riprese con onore il suo posto nell’esercito, ma oggi l’ “Affare Dreyfus” è visto come uno dei più evidenti esempi di complesso errore giudiziario, con un ruolo primario giocato dalla stampa e dalla pubblica opinione.

In Australia nel 1980 una bambina, Azaria Chamberlain, fu assalita ed uccisa da un cane selvatico, un dingo. La madre della bambina, Lindy Chamberlain (oggi Lindy Chamberlain-Creighton), venne arrestata, accusata, processata, giudicata colpevole di omicidio e condannata all’ergastolo. Otto anni dopo, nel 1988, la Corte d’Appello del Territorio del Nord la assolse all’unanimità e ne ordinò il rilascio, unito ad una compensazione economica di 1,5 milioni di dollari per l’ingiusta incarcerazione subita. Fu solo nel 2012, oltre trent’anni dopo il fatto, che una quarta inchiesta finalmente stabilì che Azaria era stata uccisa da un dingo. Il caso della “Dingo Baby” è probabilmente il più noto nella storia d’Australia ed in esso un ruolo primario venne giocato da stampa e pubblica opinione.

La gente sbaglia, i sistemi giudiziari sbagliano. Tutti commettono errori.

Ora passiamo al caso di Meredith Kercher, uccisa da Rudy Guede a Perugia il 1 novembre 2007. Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati ingiustamente perseguiti e diffamati in ogni dove, proprio come successe in altri tempi a Dreyfus e alla Chamberlain. Il medesimo schema di una inchiesta sbagliata, seguita dalla fretta di condannare è evidentissimo anche in questo caso. L’assassino di Meredith Kercher, Rudy Guede, venne preso rapidamente. Prove scientifiche credibili lo collegano alla scena del crimine, dove lui stesso si colloca al tempo della morte della vittima. Guede si trovava in casa di una ragazza che a malapena conosceva, un posto dove non aveva ragione di essere, e il suo DNA venne rilevato all’interno della vagina della vittima, così come dello sperma fu ritrovato tra le sue gambe. Pochi casi rapidamente chiusi sono più chiari di questo.

Ma allora come è stato possibile per il sistema giudiziario di una nazione occidentale accusare e condannare altre due persone, innocenti e con un alibi, delle quali non vi è traccia credibile sulla scena del delitto?

Benvenuti nel mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie all’italiana, nel quale un misto di incompetenza e cattiveria da parte della pubblica accusa e di tutto il sistema giudiziario hanno perseguitato due innocenti e le loro famiglie per oltre sette anni e la storia va ancora avanti.

Rudy Guede Statements Amanda Knox wasn't there
19 Novembre 2007: “Amanda non c’entra […] perché io ho lottato con un uomo e lei non c’era.”

Un principio fondamentale di ogni sistema giudiziario di un paese civile è che l’accusato ha il diritto di confrontarsi con il suo accusatore. Questo principio è alla base della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, ma è anche esplicitato nella Costituzione Italiana. In questo caso invece Rudy Guede è stato giudicato separatamente con rito abbreviato, creando un giudicato definitivo che si è rivelato vincolante per Knox e Sollecito, senza che i loro avvocati potessero contrastarlo. A tutt’oggi a Rudy Guede non è mai stato chiesto di comprovare la sua affermazione che Knox e Sollecito fossero presenti all’atto dell’ omicidio di Meredith Kercher. Tale “verità giudiziaria”, formatasi nel processo a Guede, è stata usata dalla Corte di Cassazione per annullare l’assoluzione dei due ex-fidanzatini.

Giulia Bongiorno, avvocato di Sollecito, ha detto che questa è stata la prima volta che “due persone sono state condannate per un delitto in cui non c’è prova che li collochi sulla scena”. Il suo collega Luca Maori ha dichiarato nel documentario Justice on Trial “Nella maggior parte dei paesi occidentali l’onere della prova grava sulla pubblica accusa. Non può essere il contrario. Gli accusati non devono provare di essere innocenti. In questo caso siamo stati noi a dover provare l’innocenza a fronte di prove inesistenti.”

Le traversie ed i colpi di scena dei processi hanno affascinato i lettori della stampa popolare in tre nazioni. Un giornale inglese, il Daily Mail, è talmente ossessionato dalla vita privata di Amanda Knox da pagare un fotografo per paparazzarla in giro per le strade di Seattle e da pubblicare foto della ragazza mentre beve il the, va in bici e parla con gli amici. Raramente la vita di una persona innocente è stata sottoposta ad un tale minuzioso, implacabile ed intrusivo esame.

Ma il giornalismo, su carta stampata e virtuale, è solo una parte della storia. I processi ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito hanno visto l’avvento di internet quale mezzo di propagazione dell’odio. L’anonimato che esso offre ha reso possibile ad un esercito di vigliacchi di attaccarli continuamente e senza pietà. Interi siti web sono stati messi su specificamente a questo fine. Ben lungi dall’essere interessati alla verità o alla giustizia, il loro unico scopo è quello di inventare, ripetere e rimasticare menzogne e miti che sono stati smentiti molte volte, sia dentro che fuori le aule di giustizia.

Lo scopo di questi infami è stato espresso al meglio, parecchi decenni fa, da un indiscutibile maestro del settore, Joseph Goebbels: “Se si racconta una menzogna e la si continua a ripetere, alla fine la gente finirà per crederci.” In questo modo essi sperano di negare a due persone innocenti l’assoluzione che è ad essi dovuta.

Le cosiddette “prove” contro Knox e Sollecito ben si qualificano come tra le più fasulle e ridicole mai presentate in un aula di tribunale. L’Italia dovrebbe vergognarsi che qualcuno abbia osato affermare che una qualunque di esse abbia valore probatorio.

Nulla di Knox e Sollecito è stato trovato nella stanza dove Meredith Kercher morì. Gli elementi di prova che dovrebbero implicarli – un coltello ed un gancetto di reggiseno – sono scientificamente privi di valore e nulli dal punto di vista logico. Nessun pubblico accusatore onesto avrebbe osato usarli. Ma in questo caso la pubblica accusa aveva un tale desiderio di ottenere una condanna che la lista delle violazioni del giusto processo e delle leggi italiane ed europee è lunga due pagine e c’è una petizione in atto che richiede un’accurata inchiesta su queste violazioni dei diritti degli imputati.

Il tecnico di laboratorio e “esperto” di DNA dell’accusa, Patrizia Stefanoni, ha falsificato documenti e commesso due volte spergiuro a proposito del coltello; ha distrutto il gancetto del reggiseno; ha nascosto fino a metà del primo processo i risultati degli esami che provavano che non c’era alcuna impronta di piedi nudi insanguinati sui pavimenti ed inoltre ha soppresso più di 100 profili DNA rilevati sulla scena del delitto.

Quando questi fatti vennero rivelati in aula, essi furono largamente ignorati dai giornalisti, che dormivano o scherzavano nell’anticamera. Anche uno solo dei comportamenti della Stefanoni sarebbe stata causa sufficiente per porre fine al processo e liberare gli imputati. Ognuno di essi avrebbe dovuto generare un’inchiesta sui suoi abusi, seguita dal suo licenziamento e dall’apertura di un processo per aver cercato di alterare il corso della giustizia. Ogni caso su cui avesse lavorato in passato avrebbe dovuto essere riaperto e le persone che aveva aiutato a condannare avrebbero dovuto ottenere un nuovo processo.

Antonio Curatolo: The star witness.
Antonio Curatolo: il supertestimone

Se le prove scientifiche si presentano come barzellette scientifiche, i testimoni dell’accusa non sono per niente migliori. Testimoni che inciampano nelle loro stesse dichiarazioni e che si rivelano essere o drogati confusi o inattendibili esibizionisti. Gli inquirenti hanno registrato e trascritto migliaia di ore di telefonate e visite in prigione, ma apparentemente si sono dimenticati di registrare l’unico cruciale interrogatorio di Amanda Knox al quale tutto il caso è appeso. Difficile persino da inventare.

Questo sito web è stato attentamente costruito da un gruppo di persone che semplicemente si sono rifiutate di rimanere a guardare mentre un mostruoso atto di arroganza veniva fatto subire a due giovani innocenti, all’Italia intera, ma anche, e niente affatto in minor misura, alla famiglia della vittima.

Vi preghiamo di leggere queste pagine: ne rimarrete scioccati.

La famiglia Kercher meritava molto di più da parte della polizia, degli inquirenti e dei tribunali, ma sono stati traditi. Avevano diritto ad un trattamento del fatto ben più attento da parte dei media della stessa patria di Meredith, ma tali media hanno messo i facili guadagni ed il sensazionalismo scandalistico ben davanti alla verità ed in questo modo anche essi li hanno traditi. Con loro dovrebbero scusarsi quelle sanguisughe che cercano di prolungare le loro sofferenze tramite una rappresentazione deliberatamente fuorviante delle emergenze del caso e la persecuzione di chi è innocente.

Tutti hanno sofferto troppo a lungo: tanto Knox e Sollecito quanto la famiglia Kercher.

L’Affare Dreyfus scioccò la Francia. La saga di Lindy Chamberlain mise in imbarazzo l’Australia. I processi ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono una macchia sul buon nome dell’Italia. Il loro trattamento, particolarmente da parte dei media britannici, un atto disonorevole, anche per i già bassi standard giornalistici di quel paese.

Ma la verità non può essere nascosta. Questo sito web è qui per presentarvela.

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